CORONAVIRUS: COME SPIEGARLO AI BAMBINI

brown and white bear plush toy

Come spiegare la situazione attuale ai bambini, riuscendo a dare loro le necessarie informazioni, ma senza spaventarli?

Condivido di seguito le riflessioni di Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva.

La prima parte, dedicata agli adulti, ci aiuta a comprendere in che modo i bambini percepiscano la realtà di questi giorni, fornendo utili consigli su come rassicurarli. La seconda parte è una lettera indirizzata direttamente ai bambini, ai quali potrete leggerla e commentarla insieme.

PER GLI ADULTI

Scuole chiuse, bambini a casa per una settimana. Per loro è una vacanza. Ma intorno a loro c’è un clima di terrore. Ansia evidente sul volto dei genitori, supermercati svuotati. Adulti costantemente attaccati ai media per sapere l’ultima novità sul rischio da coronavirus. E poi l’aggiornamento costante sul numero dei morti e dei feriti. E’ come un bollettino di guerra: solo che questa volta la guerra sembra arrivata nel cortile della propria abitazione. Il nemico sembra pronto a invadere il territorio di casa e a oltrepassare l’uscio che separa il dentro dal fuori. “Dentro” e “fuori” sono due parole nonché immagini da tenere in considerazione di fronte all’ansia generalizzata che si è creata nel mondo.

Il virus infatti è la “fuori” e può entrare “dentro” il nostro corpo. Questo è l’evento avverso, che va prevenuto. Questo è il motivo per cui gli esperti e il governo, di conseguenza, stanno facendo di tutto, perché la minaccia che è fuori di noi non penetri nel corpo di nessuno. In un mondo globale, – e senza confini, dove tutto è accessibile, improvvisamente si devono introdurre parole e processi che si chiamano “isolamento” e “Quarantena”. La libertà di alcuni, che vivono in zona rossa, viene contingentata e limitata. Sembrano scene di un altro mondo, ectopico, tra l’altro già descritto in molti film e romanzi. Per noi, invece, oggi è principio di realtà al quale dobbiamo attenerci.

Al tempo stesso, i bambini vivono il dentro e il fuori in modo molto differente. Per loro, il “dentro” è il nido, il nucleo famigliare, la casa, lo spazio che produce un senso di protezione e sicurezza che è il risultato del senso di fiducia e affidamento che nutrono nei confronti dei loro genitori e in generale degli adulti che si prendono cura della loro crescita.

Ma quegli adulti, ora, sembrano poco affidabili. Sono spaventatissimi, in ansia, in preda a comportamenti irrazionali. Si muovono come se davvero si stesse avvicinando a grande velocità la fine del mondo. Fanno provviste, misurano la febbre, cambiano i progetti, chiamano i parenti vicini e lontani per sapere come stanno. Insomma si mostrano in un evidente stato confusionale e ipereccitato, appaiono spaventati. E quando un bambino ha vicino a sé un adulto che dovrebbe proteggerlo – e che invece si trova in uno stato emotivo confuso, caotico e spaventato – si spaventa a sua volta. Perché un adulto spaventato, per i bambini, diventa automaticamente un adulto spaventante. E automaticamente, produce paure anche nei bambini.

I bambini in questo momento hanno paura del virus, perché ha messo dentro di loro, vivida e pressante, l’immagine della morte. Là fuori, appena oltre la porta di casa, c’è una minaccia invisibile che uccide le persone. E che potrebbe entrare anche a casa nostra. Sapere questa cosa, genera angoscia. E i bambini, sono giustamente angosciati, come il resto del mondo.

Serve rassicurarli. Perché si è vero che là fuori c’è una minaccia. Ma la minaccia è molto relativa. Abbiano enormi possibilità di non ammalarcene. Chi se ne ammala ha moltissime probabilità di guarire. La proporzione tra chi ne sarà colpito e chi no è infinitamente a favore di questa seconda opportunità. Tra l’altro, i bambini sembrano fisiologicamente immuni al contagio. Non si contano ammalati nelle fasce di età più giovani.

Ecco, partite da qui. Dite ai bambini di parlare delle loro paure, ma rendetele relative. Ad oggi, abbiamo tutti più probabilità di farci male in un incidente automobilistico piuttosto che a causa del coronovirus. E ciò nonostante, tutti continuiamo ad andare in auto.

Ciò che ci spaventa ora, sono le misure drastiche che lo stato ha preso per ridurre il rischio di contagio. Lo stato fa il suo dovere: lo fa per proteggerci e non per spaventarci. Tutto qui. Dovremmo far notare ai nostri figli che milioni di persone stanno lavorando per mettere la parola FINE a questa minaccia. Prima o poi quella parola verrà scritta. Fino a quel momento, stiamo calmi e obbedienti verso le indicazioni che ci vengono fornite. E coltiviamo la fiducia e la speranza, molto più che l’ansia e il terrore. Bisognerebbe dire questo anche a chi oggi fa informazione. Perché, in effetti “il cosa” e “il come” dell’informazione che riceviamo hanno spesso un taglio catastrofico. Sia per le parole che vengono scelte, sia per il tono con cui vengono dette. I nostri figli sono i più sensibili a questo modo di comunicare. Ma anche molti adulti, non sono da meno.

Vale proprio la pena di dirlo: Keep calm, gente, Keep calm. Ce la faremo.

PER I BAMBINI

Caro bambino, ti spiego il Coronavirus: perchè ci fa tanta paura e perchè, invece, non lo devi temere così tanto.
E’ un virus. E’ così piccolo che lo si può vedere solo in laboratori speciali con microscopi speciali. Ecco perché ci spaventa tanto. Perché è invisibile a occhio nudo. Da sempre noi esseri viventi abbiamo paura di ciò che ci può fare male e che non si può vedere. Succedeva all’uomo delle caverne che andava a caccia di animali feroci che erano nascosti nelle foreste. Lui non li vedeva e doveva andarli a cercare. Loro stavano appostati in luoghi nascosti e, per non essere uccisi, potevano ucciderlo. E’ lì che il nostro cervello ha imparato ad accendere l’emozione della paura. Ci ha dotato della capacità di avvertire un pericolo che non si vede. Ci fa sentire l’allarme quando ancora non abbiamo davanti a noi il pericolo. Così siamo più preparati ad affrontarlo quando ci si presenta davanti.
La paura è come la sirena dell’ambulanza che suona dentro di te. La senti e ti avverte che qualcosa di grave sta per succedere. Bisogna correre all’ospedale per evitare che le cose precipitino.
Il coronavirus, oggi, fa suonare tutte le sirene d’allarme del mondo. Ne parlano in continuazione alla televisione. Ci sono adulti più tranquilli, altri in ansia, altri molto spaventati: e poi c’è gente con i nervi saldi che sta lavorando giorno e notte per combattere questo rischio. Purtroppo hanno cancellato le gite scolastiche. Non si fanno più gli allenamenti sportivi. Sembra di stare in guerra, ti viene da pensare. E così provi una paura difficile da addomesticare.
Non posso togliertela quella paura, ma posso dirti che, mentre è giusto sentire l’allarme per qualcosa che ci minaccia, allo stesso tempo dobbiamo imparare a prendere le cose nella giusta misura e per quello che sono.
E’ vero: il Coronavirus è un nuovo agente di infezione che per la prima volta sta colpendo gli esseri umani. Prima era presenta solo nel corpo di alcuni animali.
E’ vero: il Coronavirus ha contagiato migliaia di persone in Cina e nel mondo e ora è presente nella nazione in cui vivi anche tu.
E’ vero : ci sono persone infettate dal coronavirus che sono morte.
Però, affermato che queste sono tre verità che tutti sappiamo, ecco altre verità che, in questo clima di allarme, vengono raccontate, ma le persone colgono molto meno.
Il contagio al momento ha colpito un numero molto ristretto di persone. La malattia si è localizzata in alcune zone precise, chiamate focolai di infezione. Quando è stata identificata la zona del focolaio, gli esperti hanno preso tutte le precauzioni possibili per non farlo uscire da lì. E’ come un animale in trappola. Ecco perché gli abitanti di alcuni paesi e città sono oggi in isolamento e quarantena. Viene chiesto loro di non uscire dal loro territorio, così da non trasportare il virus in luoghi in cui esso ancora non è arrivato.
La malattia prodotta dal Corona Virus è simile ad un’influenza. Fa tossire, starnutire, dà febbre. In molte persone il virus non produce nemmeno questi sintomi. Solo pochissime persone si ammalano con sintomi molto più gravi, come la polmonite. Ad oggi, il 2% delle persone affette dal virus è morto. Vuol dire che di tutti gli ammalati, muore, purtroppo, una persona su 50. E sappi che tra i malati non ci sono praticamente bambini. Ovvero, sembra che chi ha la tua età, ha una capacità naturale di resistere all’attacco del virus. Che, quindi, per i bambini non rappresenta una reale minaccia.

Inoltre, considera che:
Nei luoghi in cui c’è l’infezione, ci sono migliaia di persone. Di quelle migliaia di persone, pochissime contraggono l’infezione, di quelle pochissime solo 1 su 50 muore. E’ tristissimo sapere che una persona muore per una malattia. Però è importante che tu consideri che la paura che senti, riguarda una minaccia che ha pochissime probabilità di riguardare la tua vita. Ma tutto il mondo, proprio per evitare, che questo accada, oggi si sta dando da fare per evitare che questa infezione si diffonda.
E’ fondamentale perciò che le persone vengano allertate e allarmate. Perché così percepiscono un rischio e imparano a fare tutto quello che serve per evitare che esso si trasformi in un pericolo crescente.
E’ quello che hanno già fatto con te i tuoi genitori da quando sei nato. Ti hanno insegnato che prima di attraversare la strada, devi aspettare che il semaforo diventi verde. Altrimenti rischi di essere tirato sotto da un’automobile. E questo ti ha permesso di imparare ad andare in giro sicuro per il mondo, sapendo come evitare gli incidenti.
Ti hanno insegnato che non si può mangiare solo cotoletta e patatine. Perché il tuo corpo ha bisogno anche di fibre e vitamine che trovi nella frutta e nella verdura. Solo così puoi mantenere un corpo sano.
Ti hanno insegnato che quando navighi in rete non devi fornire le tue generalità – nome, cognome e indirizzo – a nessuno, perché non sai chi c’è dall’altra parte.
Per il Coronavirus è un po’ la stessa cosa. Il mondo adesso viene avvertito che la fuorì c’è un virus di cui non conosciamo molte cose. E perciò ce ne dobbiamo difendere.
Ogni giorno nei laboratori, gli scienziati stanno lavorando per trovare un vaccino e una cura. In ogni momento, le persone che ci governano stanno promuovendo leggi per tutelare la nostra salute.
In tutti gli ospedali il personale medico e paramedico è pronto a curare le persone che si ammaleranno. E i malati hanno il 98% di probabilità di guarire. Così come, al momento, la quasi totalità della popolazione ha ottime probabilità di non ammalarsi.
Gli esperti di prevenzione ci dicono di fare poche cose che sono molto importanti:
– se ti viene da tossire e starnutire, fallo nel cavo del gomito. In questo modo, non solo si riduce il rischio di diffondere il coronavirus, ma qualsiasi altro virus respiratorio
– lavati bene le mani, sopra, sotto e tra le dita, con il sapone liquido, per un tempo di alcune decine di secondi. Potresti cantare per intero “tanti auguri a me” mentre ti lavi le mani, così riesci a far durare l’operazione iLgiusto tempo e nel frattempo ti dici una cosa bella e ti metti “dentro” un po’ d’allegria
– usa fazzoletti di carta e cestinali subito dopo
– non metterti le mani in bocca, negli occhi, nel naso (ma questo lo sapevi già!) e non mangiarti le unghie. Anzi tienile corte e curate.
Ecco tutto qui: questo è quello che puoi fare tu in prima persona per far fuori quel mostriciattolo fantasma, chiamato coronavirus.
Non si può dire nulla di più. Avere paura oggi è naturale. Siamo spaventati e dobbiamo difenderci da qualcosa che non abbiamo ancora imparato bene a conoscere e affrontare. Ma l’uomo, nel corso della storia ha saputo fare cose straordinarie. Ha imparato a vincere malattie ben più terribili, ha inventato missili che possono portarci sulla luna, ha scoperto come trasformare la luce del sole in energia che fa accendere la luce di notte nelle nostre case, quando fuori c’è il buio.
La paura ci fa vedere tutto buio e cupo. Ma tu non perderti nel buio. Affidati al lavoro di milioni di persone che oggi stanno lavorando e combattendo per vincere la battaglia contro il coronavirus. Impara a immaginarle tutte insieme. Un esercito infinito di milioni di uomini e donne – medici, ricercatori, scienziati, infermieri, forze dell’ordine – contro un invisibile microscopico virus.
Ce la faremo, vedrai, ce la faremo.